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"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

Fibbie di bronzo e ferro

Sul Col de Flam, celebre luogo di culto e necropoli, oltre a varie armi e utensili furono rinvenuti anche diversi accessori decorativi personali che si deponevano in loco a scopo rituale. Oltre a bracciali di bronzo, anelli e una perla di vetro, sono state ritrovate diverse fibbie di bronzo e ferro per indumenti. A seconda delle loro foggia e decorazione, si possono datare fra il 400 e il 14 a.C. 

Dolomia

La Dolomia è una roccia carbonatica formata da dolomite, un carbonato di calcio e magnesio che deriva secondariamente dal calcare. Benché la Dolomia si trovi anche altrove, solo queste montagne sono chiamate Dolomiti, dopo che un naturalista inglese le legò per primo al nome del minerale "dolomite", a sua volta dedicato al geologo francese Dolomieu da uno studioso svizzero.  

Calcare con selce

L’attività vulcanica sottomarina arricchì l’acqua di silice (SiO2), permettendo la proliferazione di organismi a scheletro siliceo come i radiolari e le spugne. I loro resti si mescolavano al fango calcareo sul fondo dei bacini, per poi essere disciolti dalle acque circolanti nelle rocce in formazione. La silice è rimasta però nella roccia, andando poi a formare noduli di selce negli strati calcarei.

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda"

 

Conglomerato

L’erosione intensa delle rocce ad opera di torrenti e fiumi genera ghiaie e ciottoli, a loro volta levigati e arrotondati dai vortici delle correnti d'acqua. Anche questi depositi clastici grossolani possono subire una cementazione naturale, dando origine a conglomerati. La varietà di colori dei ciottoli indica che l’area da cui provengono era ampia e comprendeva diversi tipi di roccia.

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda"

Gesso

Nella sua forma rocciosa, il gesso nasce depositandosi in una salina naturale, cioè in un ambiente marino di bassissima profondità e in un clima caldo e arido. La forte evaporazione concentra i sali dell’acqua marina fino a farli precipitare, cominciando dai solfati (il gesso è un solfato di calcio, CaSO4). Gli strati bianchi che si vedono dalla funivia del Seceda sono proprio i resti di queste saline naturali. 

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda".

Arenaria gardenese

La sabbia derivata dall’erosione dei porfidi rossi non poteva essere che rossa. Ricopriva una grande pianura con fiumi e laghi circondati da vegetazione e abitata da rettili e anfibi primitivi, quando in Val Gardena non era ancora arrivato il mare. Dopo parecchi milioni di anni, le sabbie si sono cementate naturalmente, dando origine a una roccia, l’arenaria, che pur essendo solida, si può lavorare e scolpire.

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda".

Porfido

Quante volte abbiamo percorso delle vie lastricate di cubetti di porfido, senza pensare che quella roccia si formò grazie al un rapido raffreddamento di una lava! In Alto Adige, questa roccia vulcanica, in gran parte rossastra, forma uno zoccolo spesso alla base della successione sedimentaria, ed è ben visibile lungo l’autostrada a Nord di Bolzano o al Resciesa in Val Gardena. 

Tainoceras malsineri con Bellerophon

Il Bellerophon, un gasteropode avvolto a spirale, è tra i fossili più famosi delle Dolomiti: oltre a dare il nome alla Formazione a Bellerophon, testimonia l’arrivo definitivo del mare alla fine del Permiano. In questo campione è associato a un grande Tainoceras malsineri, un cefalopode antenato dell’odierno Nautilus. Anche la presenza di molti microfossili (alghe calcaree e foraminiferi) dimostra la grande ricchezza di vita che qui regnava prima della grande crisi biologica. 

 

Ittiosauro

Il fossile più famoso della Val Gardena è sicuramente l’ittiosauro rinvenuto sul Seceda. Questo grande rettile marino, lungo circa 5 metri, era il maggiore predatore dell'epoca (241-240 milioni di anni fa). La mancanza di gran parte dello scheletro impedisce di attribuire i resti a un genere preciso, ma rimane un ritrovamento assai importante perché quasi unico nel Ladinico inferiore, una fase di crisi biologica per questi rettili marini.  

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda".