Salta al contenuto principale

"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

Zusatzinformation
1.900 - 1.999 d.C.
Sortierung
140

Villa Runggaldier

Questa Villa realizzata a cavallo fra l'Otto e il Novecento, chiamata anche "Villa rossa" o "Castel Sant'Angelo rosso" per la statua di San Michele che la decora, fu costruita da Josef Runggaldier, scultore e distributore di altari lignei che risiedeva lì accanto nella cosiddetta "villa azzurra", per il figlio Josef junior, dotandola anche di un laboratorio di scultura a pianterreno. Ancora oggi quel laboratorio è utilizzato dallo scultore Hermann Josef Runggaldier, pronipote del costruttore della Villa. 

Villa Sonnenburg

Nel 1904, Josef Moroder Lusenberg, insieme al figlio Josef, fece costruire Villa Sonnenburg nel luogo in cui sorgeva l'antico mulino sul torrente Cudan. Al piano terra fu ricavato un laboratorio di scultura in cui Josef junior avviò l'attività di esportatore di oggetti sacri. L'edificio, in stile fin de siècle, si distingue per un tetto a padiglione a quattro falde, insolito per la Val Gardena, un bovindo e una torre sotto le cui finestre a doppio arco circolare spicca una meridiana dipinta. 

Casa Scurcià

Scurcià è uno dei più grandi complessi architettonici medievali di Ortisei, da cui poi si ricavarono diverse unità agricole e abitative. Nella Casa Scurcià fu realizzato un laboratorio artistico in cui nell'Ottocento si formarono molti famosi scultori gardenesi. Leopold Moroder, scultore di altari, intorno al 1900 la trasformò in un caffè, mettendo a dimora anche il viale di castagni tuttora esistente.

Villa Rudolfine

Nel 1909, Rudolf Moroder de Lenèrt fece costruire sul terreno della tenuta "Pitl Paul" un edificio residenziale con laboratorio di scultura al piano terra, chiamandola Villa Rudolfine, combinando il proprio nome con quello della moglie Josephine. Nove anni prima, all'esposizione mondiale di Parigi, Rudolf Moroder era stato insignito della medaglia d'oro. Con la sua morte precoce durante la prima guerra mondiale terminò ance la produzione di oggetti sacri della Fratelli Moroder.

Santa Barbara

Questa scultura lignea di Santa Barbara, patrona dei minatori e dei ferrovieri, fu scolpita da Johann Baptist Moroder nel 1914. Originariamente era stata collocata in un'apposita nicchia sopra all'ex galleria ferroviaria che si sviluppava dietro alla chiesa parrocchiale di Ortisei. L'originale è conservato al Museo Val Gardena, mentre una copia di bronzo si trova accanto alla vecchia locomotiva in Via della stazione a Ortisei. 

Ritratto del capo di Luis Trenker

Questo ritratto della testa di Luis Trenker fu realizzato nel 1984 - quando Trenker era ancora in vita - dallo scultore David Moroder. La scultura di bronzo ritrae l'alpinista, architetto, attore, regista e narratore gardenese, e fu esposta nel 2001 davanti al Museo Val Gardena, per commemorare uno dei figli più celebri della Valle cui è anche dedicato uno degli ambiti espositivi del Museo. 

 

Villa ANRI

L'edificio oggi sotto tutela di Villa ANRI, realizzato nel 1925 a Santa Cristina, fu utilizzato come sede della ditta omonima fondata da Anton Riffeser nel 1921, e vi furono allestiti laboratori, uffici, magazzini, impianti di confezionamento e sale d'esposizione. L'ANRI, che nei suoi anni migliori arrivò a impiegare fino a 230 dipendenti, esportava fin negli Stati Uniti. Nel 1952 la produzione fu trasferita in un capannone a Plan de Tieja, e nel 2021 cessò l'attività. 

Villa Domur

Già nel 1888, nell'antica casa colonica di Domur esisteva un laboratorio della scultrice Christina Rifesser. Nel 1903, Mathias Comploy ristrutturò quell'edificio acquistato dalla madre a Tieja, trasformandolo in una villa in stile fin de siècle e realizzandovi un laboratorio privato di apprendistato per scultura e falegnameria nella costruzione di altari lignei. Dal 1910 ci abitò con sua famiglia Albino Pitscheider, uno degli istruttori, mentre il laboratorio di produzione dovette essere messo all'asta da Comploy dopo la prima guerra mondiale. 

Villa Venezia

Johann Baptist Moroder, figlio di Josef Moroder Lusenberg ed egli stesso uno degli scultori gardenesi più importanti nei primi anni del Novecento, progettò personalmente e fece costruire Villa Venezia intorno al 1903/4, in stile neorinascimentale e con una balaustra impreziosita da colonne lignee marmorizzate. Annesso alla villa c'era un laboratorio di scultura con un lucernario a cupola. Davanti al nuovo edificio un tempo sorgevano il mulino della fattoria Planaces, la fucina a carbone del fabbro e una segheria.