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"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

Tela della Passione di San Giacomo

Questa tela della Passione, l'unica ancora conservata in Alto Adige che raffiguri più scene, ricopriva l'altare durante la Quaresima. Su ventiquattro quadrelle ritrae la storia della redenzione, dalla Passione di Cristo all'Ascensione, e da questa alla Pentecoste. Le illustrazioni, molto ricche, sono disposte su quattro file. Realizzata da pittore ignoto a tempera su tela, fu utilizzata fino al 1950 nella chiesa di San Giacomo.

Questo bene culturale fa parte del tour "San Giacomo e i suoi masi di più di 500 anni".

Presepe barocco con scena dell'adorazione

Queste statuette da presepio intagliate, dipinte e dorate raffiguranti l'adorazione di Gesù, furono realizzate da uno scultore della bottega di Kassian Melchior Vinazer intorno al 1760, e per tradizione venivano esposte ogni anno durante il periodo natalizio nella chiesa di San Giacomo. Nella scena compaiono, oltre a Maria e al bambino, Giuseppe, Gasparre, Melchiorre e il re africano Baldassarre. Quest'ultimo personaggio aveva cominciato a diffondersi in Boemia durante il tardo Medioevo, e da allora divenne popolare in tutta l'Europa.

Santa Margherita con il drago

La scultura che raffigura Santa Margherita di Antiochia con il drago fu intagliata intorno al 1700 da uno scultore della bottega di Trebinger, e faceva parte di un piccolo altare familiare all'interno della chiesa parrocchiale di Santa Cristina. Durante il periodo neoclassico, quest'opera lignea policroma, parzialmente dorata, fu riverniciata di bianco per ottenere un effetto simile al marmo. Solo la ripulitura eseguita negli anni 90 del Novecento riportò alla luce il suo aspetto originario.

Mëune

Situata sotto la chiesa di San Giacomo, la casa del sacrestano (in ladino: mëune) è un imponente maso a edificio unico che risale al 1453, conservato nel suo stato originale e tuttora di proprietà della chiesa. L'ala residenziale in muratura, con una cantina e due piani sopratterra, occupa il lato Est del fabbricato, mentre il fienile con il palancin perimetrale si erge sul lato Ovest. Sull'architrave del portone del fienile si vedono due serpenti neri contrapposti, simbolo del ciclo delle stagioni e delle loro trasformazioni.  

Trëbe

Il nucleo originale di questa piccola fattoria, decorata con intonaco tardogotico e quadroni angolari rossi, risale al Tre o Quattrocento. È da questa loro casa natale che i fratelli Christian, Bartolomäus, Dominik e Anton Trebinger trassero il proprio nome. Nel Seicento, realizzarono delle sculture per diverse chiese in Alto Adige, e si conquistarono una fama come pionieri della formazione professionale nella scultura e nella produzione di altari. Al pianterreno del maso Trëbe ancora oggi si può vedere un laboratorio di scultura. 

Peza

Stando alle indagini dendrocronologiche, il nucleo originario del fabbricato residenziale di questo maso a due edifici risale al 1249. La parte principale si compone di uno zoccolo in muratura, un accesso alle cantine sul lato Est e un piano superiore di legno con ballatoio sporgente, che in ladino prende il nome di Piguel. La fattoria, sotto tutela e divisa al centro in direzione del colmo, è da tempo disabitata, ma tuttora utilizzata per la produzione agricola. L'ala occidentale è stata acquistata da comune di Ortisei per il suo valore storico architettonico. 

Col de Flam Dessot

Il nucleo di questo maso a edificio unico, con ala abitativa e rustico sotto lo stesso tetto, risale al 1554. L'interno del fabbricato, oggi sotto tutela architettonica, fu ristrutturato alcuni anni orsono. Il suo nome risale al toponimo preromanico Col de Flam, collegato a un luogo di culto della civiltà di La Tène ("luogo con sacerdoti" o "luogo dell'invocazione" nella tarda età del ferro). Il museo Val Gardena custodisce alcuni reperti archeologici di quel periodo. 

Chiesa di San Giacomo

La chiesa di San Giacomo, considerata la più antica della Val Gardena, fu costruita presumibilmente intorno al 1200 dai signori di Stetteneck. La sua prima menzione documentale risale al 1246. Il fatto che sia consacrata a San Giacomo, protettore di viandanti e pellegrini, è dovuto all'attiguo sentiero Troi Paian allora percorso dai mercanti. La chiesa è decorata con diverse opere di intaglio ligneo di epoca barocca (gli originali sono conservati al Museo Val Gardena a Ortisei).