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"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

Chiesa parrocchiale di Santa Cristina

La chiesa, consacrata a Santa Cristina, è documentata per la prima volta nel 1342, e fu probabilmente commissionata dall'arcidiocesi di Frisinga. L'altare della confraternita, realizzato nel primo Settecento, è opera dei fratelli Vinazer, mentre l'altar maggiore barocco è attribuito allo scultore Trebinger. La pala d'altare attuale (1848) è di Johann Burgauner di Castelrotto, mentre il rilievo del cenacolo sulla parete Nord del coro (1855) è opera dello scultore gardenese Peter Nocker. 

Paratoni

Paratoni è uno dei più antichi masi a due edifici ancora conservati in Val Gardena, e un esempio di come inserire gli edifici rurali nel tessuto paesaggistico, nella fattispecie il ripido pendio di Plesdinaz. La fattoria risale alla prima metà del Duecento, e si compone di un piano terra in muratura sormontato da un piano nobile sporgente costruito in legno. Dispone inoltre di una delle più antiche cantine retiche, con parti di un corridoio dotato di volta a botte degli anni 1242/45. 

 

 

Ciancel d’Uridl (La Sigata)

Il palazzo barocco dietro la chiesa parrocchiale di Santa Cristina è un edificio del Settecento oggi sotto tutela. Presenta la caratteristica facciata rossastra, i contorni intonacati dei vari piani con le cornici angolari, le decorazioni barocche intorno alle finestre, e all'interno le "Stube" barocche tipiche. Sul lato Nord è scolpito l'anno di costruzione 1786. Negli anni Venti e Trenta del Novecento fu restaurato senza alterarne le caratteristiche. 

 

 

Crëpa

Il maso Crëpa, situato sul versante ripido di Plesdinaz, è uno dei più antichi delle valli ladine. Il suo nucleo risale al Due-Trecento, e una prima ristrutturazione fu eseguita nel 1460. Conservato nel suo stato originario, il maso è un esempio lampante di come costruire con la pietra e il legno disponibili in loco. Il piano terra del fabbricato residenziale è in muratura a pietre squadrate, sormontato da un piano nobile di larice. Il rustico è circondato perimetralmente dal palancin, che un tempo serviva per essiccare i cereali.  

 

 

Ulëta

Situato a quota 1560 metri sul lato soleggiato della valle, Ulëta è uno dei pochi casali rurali della Val Gardena e si compone di tre masi a due edifici. Il fabbricato residenziale più basso ha un nucleo del Duecento, mentre quello più alto è probabilmente il più recente dei tre. Ulëta è un esempio eccellente di come gli edifici rurali gardenesi si adattino alla posizione topografica, alle condizioni climatiche e all'esposizione solare, interagendo con il territorio. 

Due punte di freccia di selce

Le punte di freccia testimoniano la caccia in alta montagna ancora diffusa nella media età del bronzo. Queste due punte provengono dal Lech Sant, un lago situato alla malga Aschgler (in ladino Mastlé), e come vari altri reperti attestano l'importanza di questa zona come luogo di culto in alta montagna e come sede di roghi votivi. Nel toponimo "Lago Santo" e nella leggenda di una chiesetta sommersa nelle sue acque, sopravvive fino ad oggi il ricordo di un luogo di culto pagano.

Dolomia

La Dolomia è una roccia carbonatica formata da dolomite, un carbonato di calcio e magnesio che deriva secondariamente dal calcare. Benché la Dolomia si trovi anche altrove, solo queste montagne sono chiamate Dolomiti, dopo che un naturalista inglese le legò per primo al nome del minerale "dolomite", a sua volta dedicato al geologo francese Dolomieu da uno studioso svizzero.  

Archeolepidotus

Grazie allo studio dei microfossili contenuti nella roccia, si è scoperto che questo pesce risale alla transizione dal Permiano al Triassico (circa 252 milioni di anni fa), una fase assai critica in cui rischiò di scomparire la vita dal Pianeta. L'Archeolepidotus rappresenta un gruppo (i Parasemionotiformes) già presente nel Permiano superiore, che avrà un grande sviluppo nel Triassico inferiore, dando poi origine a gran parte dei pesci attuali.