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"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

Kategorie Farbe
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Cassapanca di Costamula

Fino al Novecento, in Val Gardena era diffusa l'abitudine di donare alle spose una cassapanca in cui custodire il corredo nuziale. Questa cassapanca, assai particolare, all'esterno è di cirmolo, all'interno di abete rosso, e sul lato frontale campeggiano due grandi decorazioni a rosone intagliate con soggetti solari. Il numero 1566 è riferito all'anno di produzione, mentre le lettere I e T sono le iniziali della proprietaria.  

 

 

Scrittura assoluta

Sperimentare con forme e tinte per combinare tensione e ordine in un'unica opera d'arte: l'approccio scelto da Milli Schmalzl nel dipinto in colori acrilici intitolato "Scrittura assoluta" fu anche oggetto del suo insegnamento ai giovani artisti all'istituto d'arte di Ortisei. Classe 1912, Schmalzl fu una delle prime donne che riuscì a compiere il balzo dalla valle degli intagliatori verso le accademie italiane e tedesche, dove acquisì gli strumenti della pittura. 

 

 

Gruppo del Sella all'imbrunire

Questo dipinto a tempera raffigura il massiccio del Sella (in ladino: Sas dal Luesa, Mëisules) e fu realizzato da Peter Demetz da Fëur (1913-1977). Dopo la seconda guerra mondiale insegnò agli istituti d'arte di Selva Gardena e Ortisei. Era un appassionato escursionista che amava ritrarre la natura e i paesaggi delle Dolomiti, allora ancora incontaminati dalla presenza umana. 

 

Veduta di Ortisei nel 1860

Nel 1925, il pittore gardenese Josef Moroder Lusenberg realizzò questo dipinto a olio proponendo, dalla prospettiva della sua casa, l'Ortisei del 1860, ossia il villaggio in cui era nato e cresciuto. Questa sorta di retrospettiva testimonia i cambiamenti profondi che la Val Gardena conobbe con l'avvento dell'artigianato artistico e del turismo fino alla prima guerra mondiale, e al ruolo di secondo piano che da quale momento ebbro le attività agricole. 

Suonatore d'organetto

Questo dipinto a olio, realizzato da Josef Moroder Lusenberg nel 1912, raffigura un suonatore di organetto che intrattiene un gruppo di bambini scalzi davanti a una fattoria gardenese. I piccoli maschietti sono avvinti visibilmente dalla scimmietta seduta sull'organetto, mentre le due ragazzine con la madre, inette a rammendare, osservano più defilate. Sicuramente la scena è frutto di un'attenta osservazione dei divari sociali e di genere che regnavano a Ortisei a cavallo fra l'Otto e il Novecento.

Acquerello con peonie

Quest'acquerello che ritrae delle peonie fu realizzato da Jakob Sotriffer negli anni in cui studiò all'Accademia d'arte a Vienna, tra il 1822 e il '24, dove si era recato grazie a una borsa di studio per diventare maestro di disegno e scultore. Sotriffer era nato al maso Plajes di Ortisei, e nel 1825 fu assunto come primo maestro della nuova scuola di disegno.  

 

 

Tela della Passione di San Giacomo

Questa tela della Passione, l'unica ancora conservata in Alto Adige che raffiguri più scene, ricopriva l'altare durante la Quaresima. Su ventiquattro quadrelle ritrae la storia della redenzione, dalla Passione di Cristo all'Ascensione, e da questa alla Pentecoste. Le illustrazioni, molto ricche, sono disposte su quattro file. Realizzata da pittore ignoto a tempera su tela, fu utilizzata fino al 1950 nella chiesa di San Giacomo.

Questo bene culturale fa parte del tour "San Giacomo e i suoi masi di più di 500 anni".

Disegni a sanguigna di Bierjun

Questa nicchia da letto realizzata nel 1456 alla fattoria Bierjun di Oltretorrente - ormai demolita - svelò il proprio segreto solo grazie alla luce ultravioletta, ossia una serie di disegni realizzati con pastelli di sanguigna (ocra rossa) che ritraggono la passione di Cristo, l'installazione della campana sul campanile di Bulla, e la caccia all'orso. I disegni a sanguigna sono una testimonianza rara della devozione nel mondo rurale fino alla fine del Quattrocento. Uno dei proprietari della fattoria nel Seicento era stato prevosto della chiesa di San Leonardo a Bulla. 

Caro Agostino

Questa scultura - che raffigura un vagabondo (il "caro Agostino" di un noto canto popolare - fu realizzata da Josef Senoner de Roch di Selva Gardena (classe 1886) prima di partire per Vienna, dove dal 1910 frequentò l'Accademia delle arti figurative. Dopo aver prodotto giocattoli di legno insieme al padre, si perfezionò nell'intaglio frequentando varie botteghe, fra cui quella di casa Domur. Senoner fu uno degli scultori più talentuosi del suo tempo, ma perì al fronte nella prima guerra mondiale. 

 

 

San Giorgio sul drago sconfitto

Questa piccola formella di pietra di Bellerophon, realizzata da Luis Piazza da Cudan (classe 1908), raffigura San Giorgio che sconfigge il drago. L'opera rispecchia la predilezione di Piazza per la stilizzazione, che fece di lui uno dei massimi innovatori dell'arte gardenese. Una copia di bronzo del rilievo originale decora tuttora la fontana che sovrasta il trogolo di porfido nel giardino del Museo.