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"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

Cristo di Sëurasas

La croce di vetta originale dell'Alpe di Sëuraras, con il Cristo a misura d'uomo, fu realizzata nel 1932 - direttamente in loco e in legno di cirmolo - dai giovani scultori Vinzenz Peristi e Baptist Walpoth. Colpisce l'osservatore l'aspetto drammatico del corpo scarnificato e del volto di Gesù, impietrito dal supplizio. Peristi cadde al fronte nella seconda guerra mondiale, mentre Walpoth era già deceduto in precedenza in un incidente di caccia. Nel 1959 il crocifisso originale fu portato al Museo e sostituito sulla vetta da una copia. 

 

 

Due punte di freccia di selce

Le punte di freccia testimoniano la caccia in alta montagna ancora diffusa nella media età del bronzo. Queste due punte provengono dal Lech Sant, un lago situato alla malga Aschgler (in ladino Mastlé), e come vari altri reperti attestano l'importanza di questa zona come luogo di culto in alta montagna e come sede di roghi votivi. Nel toponimo "Lago Santo" e nella leggenda di una chiesetta sommersa nelle sue acque, sopravvive fino ad oggi il ricordo di un luogo di culto pagano.

Calcare con selce

L’attività vulcanica sottomarina arricchì l’acqua di silice (SiO2), permettendo la proliferazione di organismi a scheletro siliceo come i radiolari e le spugne. I loro resti si mescolavano al fango calcareo sul fondo dei bacini, per poi essere disciolti dalle acque circolanti nelle rocce in formazione. La silice è rimasta però nella roccia, andando poi a formare noduli di selce negli strati calcarei.

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda"

 

Conglomerato

L’erosione intensa delle rocce ad opera di torrenti e fiumi genera ghiaie e ciottoli, a loro volta levigati e arrotondati dai vortici delle correnti d'acqua. Anche questi depositi clastici grossolani possono subire una cementazione naturale, dando origine a conglomerati. La varietà di colori dei ciottoli indica che l’area da cui provengono era ampia e comprendeva diversi tipi di roccia.

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda"

Gesso

Nella sua forma rocciosa, il gesso nasce depositandosi in una salina naturale, cioè in un ambiente marino di bassissima profondità e in un clima caldo e arido. La forte evaporazione concentra i sali dell’acqua marina fino a farli precipitare, cominciando dai solfati (il gesso è un solfato di calcio, CaSO4). Gli strati bianchi che si vedono dalla funivia del Seceda sono proprio i resti di queste saline naturali. 

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda".

Ittiosauro

Il fossile più famoso della Val Gardena è sicuramente l’ittiosauro rinvenuto sul Seceda. Questo grande rettile marino, lungo circa 5 metri, era il maggiore predatore dell'epoca (241-240 milioni di anni fa). La mancanza di gran parte dello scheletro impedisce di attribuire i resti a un genere preciso, ma rimane un ritrovamento assai importante perché quasi unico nel Ladinico inferiore, una fase di crisi biologica per questi rettili marini.  

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda".

Ammoniti

Gli ammonoidi erano molluschi cefalopodi, cugini dell’attuale Nautilus, delle seppi e dei calamari. Ora estinti, nel Triassico erano tra gli organismi marini più comuni. I loro resti fossili sono infatti abbondanti, talora perfettamente tridimensionali, in altri casi completamente schiacciati. La loro rapida evoluzione morfologica li rende un criterio importante per la datazione delle rocce. Parecchie specie, infatti, vissero solo poche migliaia di anni. 

Claraia

Questo mollusco bivalve, come le altre specie del genere Claraia, è uno degli organismi che meglio si adattarono alle condizioni ambientali critiche delle acque marine costiere subito dopo la grande crisi biologica di 252 milioni di anni fa. Che l’ambiente fosse davvero quasi invivibile è provato dal fatto che non si trovano altri organismi associati alla Claraia, evidentemente l’unica in grado di sopravvivere in quelle condizioni. 

Questo bene naturale fa parte del tour "Sfogliando le rocce del Seceda"