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"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

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1.500 - 1.599 d.C.
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Ustaria da Dëur (attuale Hotel “Cavallino Bianco”)

L’attuale albergo Cavallino Bianco è uno dei più antichi della Val Gardena. Già nel Cinquecento, infatti, vi trovavano alloggio i forestieri in transito, e il nome tedesco “Weisses Rössl” trova menzione già a metà dell’Ottocento, quando Johann Peter Lardschneider acquistò l’edificio. Nel 1882 fu ampliato diventando un Grand Hotel, e in quell’occasione fu decorato con il suo caratteristico timpano, diventando un punto di ritrovo di amanti dell’alpinismo, dello slittino e dello sci.

Albergo Engel “Unteruhrwirt (attuale Hotel Angelo Engel)

L’attuale Hotel “Angelo Engel”, situato lungo la vecchia strada della Val Gardena, è sempre stato un albergo, e le sue radici risalgono al Cinquecento, quando si chiamava ancora Dëur Dessot (ma anche Beché o Unteruhrwirt), sicché è considerato a buon diritto una delle osterie più antiche del paese. Nel 1896 fu ampiamente ristrutturato, con l’aggiunta di una bella sala da pranzo, una veranda e un giardino.

Antica Osteria Ianesc (più tardi Osteria Traube)

L’antica osteria Ianesc (Vedl Janesc, attualmente sede del negozio Margherita) risale al Cinquecento. Qui, nel 1679, i maestri di scultura barocchi vennero alle mani in un litigio memorabile con gli “snizler”, scultori dilettanti o improvvisati che rischiavano di gettare fango sul buon nome della categoria in Val Gardena. Nell’Ottocento l’osteria cambiò proprietario tre volte, finché Kristian Schmalzl, nel 1888, la comprò sostituendola con un edificio nuovo. L’osteria Traube restò di proprietà della famiglia, ma dal 1907 fu data in gestione a terzi. 

Cassapanca di Costamula

Fino al Novecento, in Val Gardena era diffusa l'abitudine di donare alle spose una cassapanca in cui custodire il corredo nuziale. Questa cassapanca, assai particolare, all'esterno è di cirmolo, all'interno di abete rosso, e sul lato frontale campeggiano due grandi decorazioni a rosone intagliate con soggetti solari. Il numero 1566 è riferito all'anno di produzione, mentre le lettere I e T sono le iniziali della proprietaria.  

 

 

Janon

Il maso Janon, oggi fabbricato residenziale, anticamente era a due edifici, e la sua prima menzione documentale risale al 1430. Sulla facciata si vedono le tracce di quadroni angolari, cornici rosse dei serramenti e l'iscrizione dell'anno 1585. Sulla pietra sommitale del bel portale a tutto sesto, sopra ad altri simboli è scolpito un rilievo con forbice e ago, probabilmente per indicare che qui abitava una famiglia di sarti. L'edificio è sotto tutela già dagli anni '50 del Novecento. L'ala occidentale del fabbricato è disabitata. 

Col de Flam Dessëura

La prima menzione documentale di questo maso a due edifici risale al Quattrocento. Il rustico, ottenuto con un rialzo del piano cantina costruito con tecnica Blockhaus in legno, fu invece realizzato nel Cinquecento. Una peculiarità della Val Gardena è il "palancin" che si sviluppa lungo il perimetro del fienile su tre lati, in pratica un'impalcatura che fino ai primi anni '60 del Novecento serviva a essiccare e macerare i cereali raccolti nei campi del maso (orzo, segale e avena). 

Col de Flam Dessot

Il nucleo di questo maso a edificio unico, con ala abitativa e rustico sotto lo stesso tetto, risale al 1554. L'interno del fabbricato, oggi sotto tutela architettonica, fu ristrutturato alcuni anni orsono. Il suo nome risale al toponimo preromanico Col de Flam, collegato a un luogo di culto della civiltà di La Tène ("luogo con sacerdoti" o "luogo dell'invocazione" nella tarda età del ferro). Il museo Val Gardena custodisce alcuni reperti archeologici di quel periodo. 

Chiesa parrocchiale di San Leonardo, Bulla

Già nel Duecento su questo terreno sorgeva una chiesa, come lascia intuire il nucleo romanico del campanile. Nel 1555 fu poi sostituita da un nuovo edificio sacro che nel 1745 fu allungato e modificato in chiave barocca. Al medesimo periodo risalgono gli affreschi nel piedicroce, sul campanile e sul cimitero, dipinte da J. Jenewein. Il pittore austriaco Jenewein morì nel 1745 cadendo dall’impalcatura mentre dipingeva la chiesa di Bulla. La guglia del campanile fu invece aposta nel 1855. 

 

 

Chiesa di Sant'Anna al cimitero di Ortisei

La chiesa di Sant'Anna, situata all'interno del cimitero, fu eretta nel 1515 in stile gotico dalla confraternita di Sant'Anna, ma fu poi modificata in stile barocco nel Settecento, e nel 1799 integrata con un secondo campanile. Nel 1982 la chiesa fu interamente restaurata. La facciata è decorata con un affresco mariano di epoca barocca, l'altare del Settecento fu realizzato da alcuni componenti della famiglia Finazer, mentre la tavola d'altare del 1859 è opera di Josef Anton Mahlknecht, di Oltretorrente. 

Pescosta Vedla

Situata al confine comunale tra Ortisei e Santa Cristina, questa fattoria è divisa in due parti lungo la linea di colmo. La cantina risale al Quattro-Cinquecento, ma il maso è documentato fin dal Duecento. Qui visse la famiglia di Christian Trebinger, il primo scultore barocco gardenese, e dopo di lui anche Melchior Vinazer, che fondò la dinastia omonima di scultori e proprio qui diresse un importante laboratorio di arte sacra. L'edificio fu ristrutturato nel 1992