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"Grande è la forza di richiamo che risiede nei luoghi." (da Cicero)

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1.700 - 1.799 d.C.
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120

Angelo reggicandelabro

Questo angelo reggicandelabro fissato su un supporto a colonna marmorizzato si ispira all'arte italiana del Seicento, con una foggia e una colorazione che potrebbero derivare da modelli di ceramica. Il volto arrotondato dell'angelo è impreziosito da gote rosse, e la fronte da riccioli bruni dipinti. I reggicandelabro e l'angelo si solevano sempre realizzare in coppia, ed erano parte integrante dell'arte domestica seriale in Val Gardena nel Sette e nell'Ottocento.

Battesimo di Gesù

Questa scultura del battesimo di Gesù in riva al Giordano, elegantemente intagliata e finemente dipinta, indica la qualità artistica delle botteghe d'intaglio barocche. Tuttavia, in quel periodo i maestri gardenesi dovettero difendersi dalla concorrenza di molti giovani che esercitavano il mestiere senza formazione e senza pagare le imposte, tanto che nel 1679 i maestri presentarono un ricorso nell'osteria di Janesc, che però fu respinto in considerazione delle ristrettezze economiche in cui vivevano i molti intagliatori improvvisati. 

Candelabro

Con le sue sfumature cromatiche gialle, rosse e verdi questo candelabro artistico in stile impero è impreziosito da ghirlande e foglie di Acanthus incrociate, ed è intagliato in un unico pezzo di legno. Lo zoccolo poggia su tre piedi e si erge verso l'alto a forma di piramide, dando al candelabro un'estetica stabile, ma nondimeno elegante. Le cornici intagliate e i candelabri parzialmente torniti furono un genere assai diffuso nella produzione dell'artigianato artistico gardenese del Sette e Ottocento. 

Supporto da orologio con Chronos

Su questo supporto, riccamente decorato e parzialmente dorato, si era soliti esporre in salotto l'orologio da taschino, considerato un oggetto prezioso. I portaorologi furono articoli tipici della produzione gardenese dalla metà del Settecento fino agli anni Settanta dell'Ottocento. La raffigurazione allegorica del tempo come un vecchio alato e barbuto (il dio Chronos) è un motivo ricorrente, e quasi sempre era affiancato da una falce, in tempi più recenti anche da una clessidra. 

Adamo ed Eva sotto l'albero della conoscenza

Questa piccola scultura dipinta incorniciata, piatta sul retro, è un esempio di un'arte anonima casalinga che si diffuse in tutta la Valle fra il Sei e il Settecento. Raffigura Adamo ed Eva sotto il melo, simbolo della conoscenza del bene e del male, con Eva che porge la mela ad Adamo, prima di assaggiare il frutto proibito. Manca invece la serpe, simbolo della seduzione. Nella fattispecie si tratta di una piccola scultura utilizzata come immagine devozionale privata.

Sant'Ulrico

Questa scultura lignea intagliata, dipinta e parzialmente dorata raffigurante Sant'Ulrico proviene dalla vecchia chiesa parrocchiale a ridosso del cimitero. È un'opera tardiva di uno scultore della scuola di Vinazer, e ritrae il patrono di Ortisei con mitria, paramenti vescovili e pastorale, con un pesce deposto sul vangelo. Intorno all'anno 1000 Ulrico fu vescovo di Augusta, ma il suo culto giunse anche in Val Gardena grazie ai feudatari che governarono sulla Valle durante il Medioevo.

Presepe barocco con scena dell'adorazione

Queste statuette da presepio intagliate, dipinte e dorate raffiguranti l'adorazione di Gesù, furono realizzate da uno scultore della bottega di Kassian Melchior Vinazer intorno al 1760, e per tradizione venivano esposte ogni anno durante il periodo natalizio nella chiesa di San Giacomo. Nella scena compaiono, oltre a Maria e al bambino, Giuseppe, Gasparre, Melchiorre e il re africano Baldassarre. Quest'ultimo personaggio aveva cominciato a diffondersi in Boemia durante il tardo Medioevo, e da allora divenne popolare in tutta l'Europa.

San Martino di Tour che dona il proprio mantello

Questa scultura lignea equestre di San Martino alle prese con il mendicante fu realizzata nella bottega dell'intagliatore Vinazer intorno al 1750, ispirandosi alla nota leggenda: imbattutosi in un mendicante seminudo e infreddolito, Martino, non avendo con sé nient'altro che l'arma e il proprio mantello, tagliò quest'ultimo con la sua spada donandone la metà al mendicante.